La storia del grande Sci a Milano

Il racconto della passione e del contributo di dirigenti, atleti, sportivi, appassionati e amici nella gloriosa avventura degli sport invernali.

Gli anni del Boom

May 3, 2020

Foto di Omero Vaghi

Presidente FISI dal 1970 al 1976. Commissario dal 1987 al 1988.

Omero Vaghi, milanese di grande personalità e prestigio che, dopo le dovute esperienze a livello regionale e nazionale come vice presidente, si trova ad assumere la presidenza nazionale in un periodo complicato di avvicendamento tra la dirigenza e i comparti tecnici.

Pensava di lasciare i suoi incarichi nel 1970 ed invece accettò di prendere in mano le redini federali lasciate da Fabio Conci, costretto a sorpresa a farsi da parte. E poi confermò il suo impegno fino al 1976 guidando la Federazione nel periodo d’Oro delle Olimpiadi di Sapporo 1972 e Innsbruck 1976.

Negli anni di sviluppo turistico e del boom e quelli dell’evoluzione tecnica dello sci alpino tra le gestione di Jean Vuarnet e Mario Cotelli. Quelli delle medaglie, delle Coppe, dei successi in più discipline. Quelli del triste episodio della deprecabile esclusione delle sciatrici dall’Olimpiade in Giappone e quelli della rinascita dei settori femminili che con fatica riuscirono a raggiungere una dignità più appropriata.

All’inizio del suo secondo mandato diceva:

“Gli sport invernali sono una realtà economico-sociale che fa parte integrante del patrimonio nazionale in virtù anche del fenomeno agonistico e della sua evoluzione tecnica.”

Favorì la divulgazione delle tecniche delle varie discipline attraverso pubblicazioni e il magazine federale; insieme al Coni si adoperò per la collaborazione con i Maestri di Sci e quella con il mondo della Scuola. Con discrezione e poco clamore creò la dimensione moderna della Federazione e diede impulso al lavoro degli Sci Club e dei Comitati di zona.

S’impegnò per la crescita dei giovani e, come detto, delle ragazze in particolare. Ma pure dei Giudici di gara e dei settori ricerca e sviluppo. Vide la crescita del Pool, agli albori di quello che oggi è il marketing sportivo.

Portò la FISI nelle Commissioni FIS e al centro di una grande realtà internazionale. Interpretò il suo ruolo con discrezione e fermezza dando prova di grande managerialità e generosa passione.

Quando Arrigò Gattai divenne Presidente del Coni, tornò in Federazione con il ruolo di Commissario nei primi anni strepitosi di Alberto Tomba.

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